La Goccia Briantea

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Non mi chiamo Morgan PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Marzo 2010 15:36

Voglio parlare di droga, di quella che molti tengono in tasca o già dentro la testa, di come è stata ridotta a un tema banale su cui non vale la pena riflettere, voglio parlare di quei moltissimi che la usano perché “porta stimoli di piacere”, di quei personaggi televisivi che sono poi leaders d’opinione anche quando dichiarano di consumarla ogni giorno perché “mi fa star bene”, dimostrando che può essere usata in modo persino produttivo e di successo.
Rabbia: ma voi, cosiddetti bempensanti avete dimenticato da dove viene la coca e perché organizzazioni criminali gestiscono il mercato giocando proprio sulla forza che questa droga, sì la coca, ha di rendere schiavi? Schiavi di voi stessi e del mercato che su di voi fa affari d’oro.
Ho una specie di nodo dentro,non è malinconia…è una pena che faccio fatica a raccontare.
Qui, davanti al mio computer, leggo sul mio blog:
-Starlet 16 “ma chi ha detto che la coca fa venire strani disturbi? Fa stare da Dio, lo dice Morgan”
-Rico: “tranquilla hai sentito? Sta bene, sta bene e poi è Un GRANDE. La droga giusta al momento giusto altro che le palle che ci raccontano bla bla bla a scuola”
Allora, mi chiedo , è una guerra inutile, dobbiamo sentirci sconfitti noi, che non siamo nessuno, ma abbiamo creduto di poter fare qualcosa per convincere i ragazzi ad usare la testa quando sono in mezzo a quel bivio dove devono scegliere se prendere o non quella roba che “tanto prendono tutti” perché fa fico?
Intanto rivedo come nelle sequenze di un film immagini…
-    Pronto soccorso ,sabato notte,estate. Il dott. R. “La cocaina, l’alcool, l’ecstasy? Uno dovrebbe venire qui per capire cosa significa. Età 16 anni…incidente in motorino.codice rosso. Pressione 120 su 160. frequenza cardiaca 150…poveri figli, poveri figli nostri!”
-    Mirko 17 anni “ho visto all’improvviso la strada che girava,una curva e, davanti a me,un albero. Un albero gigantesco…ho preso il guard rail…non volevo uccidere Miki, lei era tutto per me…vaffanculo cocaina”
-    Liceo classico Canova di Treviso: Giuseppe, Matteo, Valentina..nomi di fantasia perché minorenni. 12 studenti annoiati a cui viene un’idea: “perché non facciamo gli imprenditori come i nostri genitori?” Con una differenza però rispetto ai capannoni lì intorno…loro commerciavano in coca e sono finiti a deporre in un processo dove hanno raccontato al giudice che a Treviso sniffare a quell’età è normale

Tutto NORMALE allora? E’ una battaglia inutile quella della nostra associazione e di molte altre che credono nella validità di un’azione preventiva seria, capace di trasmettere verità e non storielle inventate per compiacere o terrorizzare?
No. Riprendiamo a parlare, a bussare a porte ostinatamente chiuse, ad aprire gli occhi e ad educare perché il mondo è pieno di droghe e serve un’educazione per non usarle, per convincere che non ne vale la pena, mai, perché sono un’illusione, una trappola.
Sì ti “illudi di star bene” ma poi ti presentano un conto salato: diventarne shiavo.


Wilma Gilardoni
Associazione EDUCARE A

 

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