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La Rivoluzione Francese: nascita della banda moderna PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Marzo 2010 15:19

I cambiamenti sociali avvenuti nel periodo della Rivoluzione Francese (1789 –1792) e negli anni immediatamente successivi suscitarono un radicale cambiamento anche nel panorama musicale. Nuovi modi, costumi ed abitudini si affermarono sia nel contesto sociale che in quello culturale.
Alla fine del XVIII secolo Parigi era la città più grande d’Europa e la popolazione francese era divisa in tre classi sociali: il Clero, la Nobiltà ed il Popolo. Problemi legati alla povertà  ed alla disperazione del Popolo da un lato, alla debolezza del re Luigi XVI dall’altro, teorie e nuovi ideali espressi da Montesquieu e Rousseau fecero scatenare la ribellione nel 1788.
La plebe fondò un proprio esercito, la ‘Guardia Nazionale’ che il 14 Luglio 1789 assaltò la Bastiglia. Poeti e filosofi  scelsero di rimare “Liberté” con “Fraternité”, mentre compositori famosi come Gossec, Cherubini, Méhul, Catel, si impegnarono a comporre inni, canzoni, sinfonie e marce per le feste e le cerimonie. Il vastissimo repertorio musicale giunto fino a noi dava al popolo l’impressione di vivere in una Repubblica della Musica e della Poesia. Fiorirono nuovi organici e nuove composizioni, gruppi di fiati intesi come enormi orchestre (anche più di 1000 esecutori, compreso il coro quasi sempre presente). Queste imponenti formazioni di strumenti a fiato con la loro potenza di suono portavano la musica fuori dagli ambienti privilegiati, per offrirla alla gente nelle vie e nelle piazze della città.
La Guardia Nazionale già poteva contare su un’orchestra di fiati di almeno 45 elementi a tempo pieno e stipendiati dal Municipio. Il 14 luglio 1790, in occasione del primo anniversario della Bastiglia, venne organizzata la festa della Federazione. In tale occasione vennero convocati a Parigi i rappresentanti di tutte le province della Francia per assistere al solenne giuramento di fedeltà. La cerimonia si svolse al Campo di Marte, dove per l’occasione, era stato costruito un grande anfiteatro in grado di ospitare 400.000 persone. Il programma fu eseguito da 1.200 musicisti che comprendevano: una grande orchestra di strumenti a fiato ed un poderoso coro. L’organico della Banda comprendeva ottavini, flauti, oboi, fagotti, clarinetti, corni, trombe, tromboni, viole, serpentoni, contrabbassi a corda, timpani, tamburo, piatti, gran cassa e “tonnere”, una grossa cassa usata al teatro dell’Operà di Parigi che aveva proporzioni mai viste, tanto che per trasportarlo occorrevano tre uomini. In questo periodo fu fondato il “Magazine National de Musique” con il compito di diffondere ogni mese inni, canzoni, cantate per coro e banda, marce e ouvertures che venivano usate per feste e cerimonie che avevano luogo nelle città della Francia (l’Offreande a la Libertè di Gossec, ad esempio, include il notissimo La Marseillaise, oggi inno nazionale francese).
Vennero pubblicati i primi “metodi” per imparare a suonare il flauto, il clarinetto, l’oboe, il fagotto, la tromba, il trombone e gli strumenti a percussione. La musica organizzata, che per lungo tempo era stata al servizio della classe dominante, diventava patrimonio di tutti.
Vennero create e sviluppate nuove istituzioni e scuole musicali. Nel 1793, Bérnard Sarrette, comandante e direttore della Banda della Guardia Nazionale, presentò il complesso nella sala della Convenzione Nazionale per chiedere al governo nazionale la fondazione dell’Istitut National de Musique. Da un decreto del Governo, datato 3 Agosto 1795, nasceva il Conservatorio di Musica di Parigi.
Angelo Sormani

 

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