La Goccia Briantea

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Gruppo micologico 2012 PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Aprile 2012 00:00

Gruppo micologicoDomenica 22 aprile pur con tempo incerto ci siamo recati ad Inverigo per la nostra gita di primavera prevista nell’area comprendente l’Orrido. Ci ha accolti un acquazzone. La guida che ci accompagnava ne ha approfittato per fornirci opportune informazioni mentre la ascoltavamo ben riparati sotto il portico della Cascina Tuera. Era questa una delle 8 cascine che si trovavano nella proprietà dei Marchesi Crivelli di Inverigo  estesa per 160 ettari. Alla morte dell’ultimo erede era passata ad una società immobiliare che prevedeva di costruirvi abitazioni per oltre 10.000 abitanti (in pratica una nuova città). Una pausa della pioggia ci ha consentito di incamminarci e così abbiamo potuto vedere i resti di una vecchia cava di  ceppo che veniva utilizzato per produrre le macine per i mulini (di cui la zona, gravitando sul Lambro, era ricca) nonché per basi di colonne. Ora arricchiscono il territorio di Inverigo, dove se ne contano circa 800, essendo state reimpiegate nella costruzione di muri o in giardini e costituiscono una sorta di “museo” all’aperto.

Successivamente ci siamo recati all’Oratorio di Santa Maria Al Navello  dove una volta esisteva un monastero ora in totale stato di abbandono e disfacimento. La piccola chiesetta presenta al suo interno un ciclo di affreschi del 1600 sulla vita di Gesù che copre sia le pareti che la volta e che l’Associazione Le Contrade di Inverigo sta cercando di salvaguardare. Tra uno scroscio d’acqua e l’altro (ma noi eravamo ben attrezzati) siamo passati per Cascina Meree Superiore e Inferiore, Cascina Crivellina e Cascina Pampello, quest’ultima l’unica ancora abitata, percorrendo un tratto di strada in assoluto silenzio in quanto caratterizzato dalla presenza di una garzaia di airone cinerino composta da ben 56 nidi costruiti sui rami più elevati di enormi querce. Di notevole interesse è stato pure il caratteristico “viale dei cipressi” che inizialmente era lungo 1,5 Km ed era il vanto dei Marchesi. Un tratto di questo viale è stato oggetto di ripristino mentre la parte da noi visitata all’interno della recinzione e quindi proprietà privata è molto degradata anche se abbiamo potuto scoprire 2 obelischi ricoperti di vite canadese ed alcune statue. La grandine ci ha invece “salutati” mentre stavamo percorrendo la zona delle cosiddette “sorgenti pietrificanti”. Trattasi di un fenomeno particolare in cui l’acqua scorrendo incamera calcare che deposita sui detriti vegetali incorporandoli e trasformandoli in travertino.

Abbiamo poi oltrepassato una pozza importante perché è il luogo di riproduzione delle  rane rosse (rane di Lataste) e successivamente siamo giunti ai ruderi della Cascina Molinello dove una volta esisteva un mulino funzionante per caduta d’acqua. Più avanti, in una zona dove  la vegetazione è lussureggiante, il rio che scende dall’Orrido ha creato delle bellissime pozze delimitate da formazioni di travertino.  Superata cascina Alzacoda (ora Il Casale) e Cascina Gheglio siamo poi entrati nell’Orrido vero e proprio. Era questo un “luogo di delizie” dei Marchesi Crivelli dove accompagnavano i loro illustri ospiti ad assaporare il fresco durante la stagione calda e costituiva una sorta di prolungamento del loro giardino. Divenne poi luogo di svago e ricreazione per la popolazione che  per fare una scampagnata giungeva dai dintorni ed anche da Milano utilizzando la ferrovia.

L’area visitata, essendo in totale abbandono da circa 50 anni, si è rinaturalizzata. Oltre alla garzaia di Airone cinerino sono presenti il Picchio Verde, il Picchio Rosso Maggiore ed il Picchio Rosso Minore, questo è possibile per la presenza di alberi “maturi” ed altri morti e lasciati sul posto in quanto i picchi vi trovano le larve di cui si cibano. Da buoni micologi e naturalisti abbiamo anche rinvenuto alcune specie di funghi ed osservato i fiori e gli alberi presenti lungo il percorso alla fine del quale è letteralmente “sbocciato” uno splendido sole che ci ha ringalluzziti. Intrepidi, per chiudere la giornata in bellezza, ci siamo recati alla “Rotonda di Inverigo” (magnifica villa opera del Cagnola, ora di proprietà della Fondazione Don Gnocchi) e ci siamo fermati a pranzare davanti ai telamoni (statue maschili enormi che sorreggono un terrazzamento soprastante) . Abbiamo poi raggiunto la “statua del gigante”  da cui si domina il Castello di Inverigo ed abbiamo concluso il giro nel parco della villa dove ci sono alcuni cedri giganteschi.

Da ultimo segnalo le prossime serate del Gruppo Micologico che saranno tenute alle ore 21,00 presso le Scuole Elementari di Rogeno a cui spero sarà riservata una corposa partecipazione di pubblico:

- 07/05 – “Conosciamo il Parco Valle Lambro”, a cura dell’Agronomo Dante Spinelli

- 21/05 – “Chiese e castelli della Brianza”, a cura dell’Arch. A. Marieni

- 04/06 – “Rarità floristiche dell’arco alpino”, a cura di Ferruccio Castelli.

Inoltre il 20/05 ci sarà il Comitato Micologico Lombardo al Monte Barro a cui parteciperanno gli esperti del gruppo.

 

Giuseppe Ratti

 

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