La Goccia Briantea

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Contratto di fiume- una "cartella sanitaria" per risanare il Lambro PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Aprile 2011 15:34

Logo Parco Valle LambroTRIUGGIO – Hanno passato al setaccio tutti i 100 chilometri del Lambro settentrionale, mettendo sotto esame la qualità delle acque, ma anche l’integrità delle sponde, la pulizia dell’alveo, la ricchezza e varietà dei pesci e l’habitat naturale circostante. Alla fine, hanno riassunto lo stato di salute del Lambro, dandogli un «voto»: un valore numerico capace di indicare l’«indice di funzionalità fluviale» e l’«indice di funzionalità ecologica».


Sei mesi di lavoro - Un lavoro durato sei mesi, che ha coinvolto l’equipe di naturalisti, idrobiologi e ingegneri della Fondazione Lombardia per l’Ambiente (Fla). E che ha potuto avvalersi anche dei pregevoli studi condotti negli anni dal Comitato Bevere. Oggi la relazione finale di 400 pagine – redatta è stata presentata a 35 sindaci delle province di Monza, Como e Lecco nell’auditorium del Parco Regionale della Valle del Lambro.
«L’ obiettivo – ha spiegato il Presidente del Parco Regionale della Valle del Lambro, Emiliano Ronzoni – è quello di partire da questo documento per coinvolgere tutte le istituzioni – Regione, Provincia, Comuni ed enti ambientali – e insieme stendere un “contratto di fiume” che segni il primo passo verso il varo di un “Piano di risanamento del fiume Lambro” ».
A commissionare lo studio alla Fla è stata la Regione Lombardia. E ora il Pirellone ha affidato al Parco Regionale della Valle del Lambro il compito di trovare le «soluzioni». Ovvero: di attuare i suggerimenti che i tecnici hanno proposto nel documento per migliorare lo stato del fiume.

Il Lambro rivoltato come un calzino – Il documento della Fondazione Lombardia per l’Ambiente ha analizzato il fiume Lambro in modo molto accurato e approfondito, non concentrandosi solo sulla qualità delle acque, ma cercando di stendere uno stato di salute complessivo del fiume. Così è stato preso in esame anche il territorio circostante, la vegetazione che vive attorno al fiume, i pesci ma anche gli animali che vivono a stretto contatto con il fiume. Non sono stati trascurati parametri fondamentali come l’efficienza in caso di esondazione, lo stato di erosione delle sponde, le condizioni del sottostrato dell’alveo e la quantità di detriti che si sono sedimentati nel tempo.
Alla fine, i tecnici di Fla hanno redatto una vera e propria « cartella sanitaria» del Lambro, «colorando» su una cartina il corso del fiume (azzurro: ottimo; verde scuro: ottimo-buono; verde: buono; verde chiaro: buono-mediocre; giallo chiaro: mediocre; giallo: mediocre-scadente; giallo scuro: scadente; arancione: scadente-pessimo; rosso: pessimo) ed evidenziando, tratto dopo tratto, lo stato di salute del fiume.
Le luci… – Lo studio ha evidenziato la presenza di punte di eccellenza, dove il Lambro è in un buono stato di salute: la zona del lago di Pusiano, la parte nei dintorni del Lago di Alserio, la fascia nei dintorni di Triuggio, alcuni tratti del Rio Pegorino e lo spazio attorno al Brovarolo.
…e le ombre – Lo studio ha evidenziato anche alcuni tratti critici, come alcune aree nei dintorni di Carate Brianza, alcune parti attorno a Merone e alcune porzioni di fiume nei dintorni di Molteno.
La pagella del Lambro – Ma alla fine, qual è la «pagella» del Lambro? «Lo studio – ha commentato il presidente del Parco Valle Lambro, Emiliano Ronzoni - ha evidenziato un risultato per alcuni aspetti sorprendente: mentre la qualità dell’acqua ha ottenuto il voto di “sufficiente”, l’habitat naturale che lo circonda invece è risultato invece tra il “mediocre e il mediocre-scadente”: dunque, si può dire che le acque del Lambro sono migliori dell’ambiente naturale che le circonda». A determinare un giudizio così severo dell’habitat attorno al Lambro è il livello di cementificazione nelle aree limitrofe al fiume, la distruzione dell’ambiente naturale e il degrado ecologico subito dalla Brianza.
I primi impegni – Tanti i progetti di miglioramento del Lambro che il Parco Regionale della Valle del Lambro sta mettendo in cantiere per dare attuazione al «Piano di risanamento del fiume Lambro» messo a punto da Fla: «Certamente c’è l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità delle acque e di prevenire l’inquinamento – ha anticipato Ronzoni –. Ma lo studio stesso sottolinea l’urgenza di migliorare e riqualificare soprattutto l’habitat naturale che si trova attorno al fiume».



 

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