La Goccia Briantea

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In treno per la memoria PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Aprile 2011 14:44

“In treno per la memoria” è l’iniziativa proposta annualmente da alcuni sindacati lombardi per ricordare, con un viaggio, lo sterminio degli ebrei nei luoghi dove esso è avvenuto. La sezione di Lecco ha voluto anche quest’anno allargare l’iniziativa ad alcuni studenti delle scuole lecchesi. Dall’istituto Badoni dove frequento la quarta liceo scientifico tecnologico siamo partiti in undici. Hanno partecipato un totale di seicento persone tra alunni, lavoratori e pensionati, la maggior parte italiani con delle piccole rappresentanze francesi e tedesche.  Visitare i luoghi dove per anni, agli occhi di tutto il mondo si è compiuto un massacro, è un’emozione tutt’altro che descrivibile: questi siti  incutono un senso di angoscia, quasi di paura e nel visitarli non si può fare altro che meditare in silenzio. È stato molto significativo quando, subito dopo aver oltrepassato il cancello d’ingresso del campo di sterminio di Birkenau, senza che nessuno lo richiedesse, su tutti i seicento partecipanti è calato il silenzio come segno di rispetto nei confronti delle vittime.  Tuttavia la visita di questi luoghi può solo rendere più vivida la memoria dei fatti che vi sono avvenuti ma non è possibile rivivere quei momenti di terrore e nemmeno pensare come potesse essere realmente. Proprio in questo fatto sta il limite di certi modi di celebrare la “giornata della memoria”, infatti riuscendo a malapena ad immaginare questi fatti si rischia di dimenticare, o meglio di “lasciar correre” o “farci l’abitudine”.Per questo occorre vivere la memoria sperimentandola in prima persona tramite racconti e testimonianze dei reduci e sensibilizzando sugli argomenti non basta il semplice film che il 27 gennaio la televisione o la scuola propone. Spesso la memoria, in questo caso la memoria dei campi di sterminio,  viene considerata un ricordo degli accadimenti passati per fare in modo che essi non si ripropongano in futuro, ed è proprio su questo fatto che la coscienza di ognuno di noi si adagia, e ci sentiamo fuori pericolo pensando che le istituzioni odierne, la tecnologia e la scienza non lo permetterebbero più, in virtù dei famigerati “diritti fondamentali dell’uomo”. In Germania le basi della discriminazione razziale erano già insite nella società come potrebbero esserlo, per certi aspetti, anche nella nostra, infatti se qualcuno si fosse aspettato un così radicale intervento da parte delle forze di governo, sarebbe sicuramente scappato. Il problema è rendersi conto di questi atteggiamenti di discriminazione, egoismo, violenza, abuso, inganno nei confronti del prossimo,… e farne vera memoria, cioè ricordare sempre in ogni istante ciò che è stato e non permettere che ciò riaccada a partire dal nostro piccolo perché paradossalmente è proprio da lì che Hitler, come tutti gli altri iniziatori dei grandi regimi di repressione  ( nazista, comunista e i totalitarismi che portano a  genocidi e stermini di vario genere perpetrati ancora oggi in varie parti del mondo), è partito.  Facciamo memoria ma nel senso più vero della parola, lasciandoci interpellare fino in fondo dagli avvenimenti accaduti.

Matteo Redaelli
IV^  Liceo Scientifico
Tecnologico- IS Badoni



 

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