La Goccia Briantea

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Gita micologica a Viceno di Crodo PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Novembre 2010 16:38








Arriviamo in Valle Antigorio accompagnati da nuvole basse e alquanto minacciose già da oltre metà percorso. Scendiamo dal pullmann, la visibilità è scarsa dovuta alla nebbia incombente che avvolge le montagne, intravediamo l’ambiente circostante quale probabile sito di incetta fungine; ci aspettiamo una discreta raccolta.
Il nutrito gruppo di cercatori, dopo essersi consultato e diviso a gruppetti, si avvia lungo i sentieri per direzioni diverse. Il resto della comitiva risale sul pullmann per recarsi a visitare l’Orrido di Uriezzo.
Abbandonata la strada maestra, a qualche centinaia di metri dalle case di Viceno sul versante Nord-Est, già da subito l’habitat che perlustriamo ci appare carente di fruttificazione fungina; faggeta pura, frammisto a qualche abete rosso, “Clitocybe Nebularis” !!! dicendo ciò qualcuno si china a raccoglierlo, di questi poi ne troviamo molti e a gruppi numerosi, è un fungo comunissimo. Fino a qualche decennio fa era dato per commestibile. Ora viene ancora raccolto e consumato nonostante è stata riscontrata una certa tossicità o quanto meno, una sua scarsa tollerabilità da parte di alcuni individui.
“Russula fellea” !!! tipica del faggio, metto due esemplari nel cestino, è una specie acre, nel genere russula vi è la maggior parte di specie con queste caratteristiche, per cui da non dedicare ai fini gastronomici.
Girovaghiamo tastando il terreno, smuovendo ogni tanto le foglie e piano piano i cestini si riempiono di nuove specie. Attraversiamo un piccolo pianoro,dai 700 a circa 900/1000 mt. s.l.m. con il susseguirsi di questi boschetti e radure a volte con  macchie anche fitte di betulle, noccioli, scendiamo verso il paese dalla parte opposta avendolo raggirato, tra i castagni e alcune querce troviamo degli altri funghi. Qualche vocio poco distante, sono i nostri, più in là intravediamo gli altri tra la nebbia e ci ritroviamo ormai a ridosso del paese. Alcune foto di rito per immortalare il momento.
Poco dopo siamo davanti all’albergo e stiliamo la lista dei funghi determinati su un tavolo davanti all’ingresso. Molte persone si fermano incuriosite dal nostro affacendare e dal vedere così tanti funghi uno diverso dall’altro. Chi fotografa, chi osserva, e altri che ci fanno domande. Il comunicare, trasmettere, elargire ciò che abbiamo appreso attraverso lo studio e esperienze sul campo è lo scopo che i gruppi micologici hanno di divulgare e far conoscere l’interessante e affascinante mondo dei funghi. Alla fine sul tavolo fanno mostra di sé circa 70 specie fungine.
E’ ormai l’una passata, ora di pranzo,stà arrivando il gruppo che è andato a visitare l’orrido. Coloro che hanno seguito l’intero percorso sono rimasti soddisfatti. Essere entrati in queste cavità naturali, forre profonde, vertiginose pareti, passaggi quasi labirintici creati nei miillenni dallo scorrere vorticoso dellacqua e dall’azione del ghiaccio hanno destato l’interesse e sorpreso i visitatori.Alcuni riportano la notizia della visita all’antica chiesa di San Gaudenzio a Baceno, di epoca romanica di pregevole fattura e interesse storico.
Anche l’oratorio di Santa Lucia e alcune caratteristiche case in pietra hanno suscitato e provocato meraviglie al resto del gruppo.
Entusiasti della buona cucina e della gradevole convivialità si prende la strada del ritorno augurandoci di ripetere in una prossima occasione una giornata come questa.

Della Rovere Alfredo  

 

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